“We must never think about the trade and transport connectivity in the agenda as something separate from the broader reform agenda” – William Tompson, Direttore del Dipartimento Eurasia dell’OECD all’Investors Forum for EU-Central Asia Transport Connectivity, gennaio 2024
La connettività è un tema storicamente centrale per l’Uzbekistan, specialmente nello sviluppo delle relazioni regionali e internazionali. A partire dalle rotte della Via della Seta tra la Valle di Fergana e le città di Samarcanda e Bukhara, l’area dell’attuale Uzbekistan ha rappresentato per secoli uno dei centri più densamente abitati dell’Asia Centrale, costituendo uno snodo fondamentale per il commercio dall’Asia Orientale all’Europa, nonostante le sfide poste dalla morfologia del territorio.
L’Uzbekistan, infatti, non solo presenta vaste aree desertiche, ma è uno dei due stati al mondo cosiddetti double landlocked, ovvero privi di accesso al mare e confinanti esclusivamente con Paesi anch’essi senza sbocchi marittimi. Questa condizione geografica incide inevitabilmente sui collegamenti di trasporto e sulla connettività commerciale, ma presenta anche due risvolti positivi. In primo luogo, la dipendenza da Paesi terzi spinge l’Uzbekistan a mantenere buoni rapporti di vicinato e a svolgere un ruolo di riferimento a livello diplomatico nell’area. In secondo luogo, la sua posizione strategica a cavallo tra due continenti, unita al significativo mercato interno e alla stabilità politica, rappresenta un fattore decisamente attrattivo per lo sviluppo di nuove vie commerciali.
Non a caso, la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen durante il Primo Summit UE-Asia Centrale dell’aprile 2025, ha citato la connettività come primo settore strategico di interesse per gli investimenti europei, a partire allo sviluppo e dalla messa in sicurezza del Corridoio di Mezzo. Tale rotta, nota anche come Corridoio Transcaspico, costituisce difatti un’alternativa alla più lunga via marittima dalla Cina all’Europa e al trasporto via Russia, attualmente sottoposto a sanzioni UE. La diversificazione delle rotte logistiche di collegamento con l’Asia Orientale permette inoltre di accedere a una serie di mercati dall’Asia Centrale e Occidentale al Caucaso, che sarebbero altrimenti esclusi dalle vie tradizionali.
Se dal 2022, in seguito all’aggressione russa dell’Ucraina, il volume del commercio europeo attraverso il Corridoio di Mezzo è sensibilmente aumentato, è negli ultimi mesi che si sono raggiunti obiettivi politici che potrebbero dare nuovo slancio alle relazioni economiche uzbeke con il vecchio continente. Nel mese di agosto, infatti, il discorso su trasporti e connettività commerciale è stato ripreso dal Presidente Mirziyoyev in diverse occasioni.
Durante il suo intervento alla Terza Conferenza delle Nazioni Unite sui Paesi in Via di Sviluppo senza Sbocco sul Mare (LLDC3), tenutasi dal 5 all’8 agosto in Turkmenistan, il Presidente uzbeko Shavkat Mirziyoyev ha citato le difficoltà che affronta l’Uzbekistan a causa dell’assenza di sbocchi marittimi e dalla lontananza da centri portuali. Nel discorso, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di sviluppare nuovi corridoi di transito sicuri e, soprattutto, di modernizzare le infrastrutture per creare una base solida per lo sviluppo sostenibile e il miglioramento della connettività regionale. La conferenza si è conclusa con l’adozione dell’Awaza Programme of Action, un piano decennale che punta a facilitare il raggiungimento di questi obiettivi. L’Uzbekistan da anni ha già intrapreso un percorso di modernizzazione infrastrutturale, grazie alle riforme implementate sotto il governo di Mirziyoyev, e la cooperazione regionale e con i paesi senza sbocchi marittimi sotto l’egida dell’ONU costituisce un’ulteriore garanzia per implementare progetti congiunti in tal senso.
Sempre in Turkmenistan, il 22 agosto si è tenuto un incontro trilaterale tra i leader di Uzbekistan, Azerbaijan e Turkmenistan, definito “storico” dallo stesso Mirziyoyev. Al centro dei colloqui vi è stata sempre la cooperazione tra i tre paesi in campo commerciale e dei trasporti, anche alla luce del recente accordo di pace tra Azerbaijan e Armenia, che offre una prospettiva di maggiore stabilità del Caucaso meridionale anche in chiave commerciale. Nel corso degli incontri sono stati firmati diversi MoU ed è stata rilasciata una dichiarazione congiunta, che testimonia l’intenzione di cooperare per l’integrazione dei sistemi di trasporto e di implementare progetti per collegamenti navali attraverso il Mar Caspio.
Queste nuove intese a livello regionale e internazionale, unite all’interesse dell’UE nello sviluppo infrastrutturale del Corridoio di Mezzo, potrebbero dunque portare a un miglioramento delle condizioni logistiche e commerciali dell’Uzbekistan. In prospettiva, tali dinamiche aprono la strada a una maggiore integrazione economica con l’Europa e con i Paesi vicini, rafforzando al tempo stesso il ruolo di Tashkent come ponte tra Oriente e Occidente.
Fonti:
Euronews
Eureporter
Uzbekistan.org
Daryo
Foto:
president.uz
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