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Modernità e tradizione in Asia Centrale. L’architettura modernista di Tashkent inserita tra i Patrimoni UNESCO

Entrano ufficialmente a far parte del Patrimonio UNESCO dieci edifici e complessi di architettura modernista nella città di Tashkent, costruiti tra gli anni Sessanta e Novanta del XX secolo. Il nuovo sito, inserito con il titolo “Architettura modernista di Tashkent. Modernità e tradizione in Asia Centrale”, comprende luoghi iconici della città, quali il Chorsu Bazar, il Circo di Stato e la stazione della metropolitana “Kosmonavtlar”, nonché complessi residenziali e istituti culturali e di ricerca.

La decisione porta a otto il totale dei siti riconosciuti dall’organizzazione in Uzbekistan, affiancando ai rinomati siti naturali e culturali dell’antica Via della Seta un’importante testimonianza architettonica e artistica del più recente sviluppo urbano del Paese.

La candidatura è stata approvata durante la 48ª sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, svoltasi a Busan (Corea del Sud) dal 19 al 27 luglio. Si tratta del primo sito uzbeko iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO situato nella città di Tashkent, riconoscendo il valore culturale di una fase fondamentale per lo sviluppo della capitale. Gli edifici risalgono infatti al periodo tardo-sovietico, successivo al terremoto del 1966, che devastò gran parte della città e accelerò significativamente il processo di modernizzazione architettonica di Tashkent.

I dieci luoghi di interesse sono infatti simboli di uno stile architettonico che, come ha definito l’UNESCO, combina il modernismo sovietico con le tradizioni architettoniche centroasiatiche e le condizioni ambientali locali, tenendo conto anche del rischio sismico a cui è soggetta la regione.

La loro iscrizione testimonia una crescente attenzione verso il patrimonio architettonico del XX secolo, garantendone una tutela al pari dei monumenti più antichi, in quanto rappresentativo dell’identità urbana e della memoria collettiva delle città contemporanee.

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