Il processo di privatizzazione nel Paese sta andando avanti con qualche difficoltà. Comunque il comitato statale responsabile delle privatizzazioni ha comunicato che ulteriori 224 imprese sono state privatizzate nel periodo gennaio-settembre 2014, il che porterebbe il totale a 524 imprese. Il processo rimane lento e sottoposto a notevoli restrizioni: sono dismesse nella maggior parte dei casi quote di minoranza ed è limitata la possibilità di procedere a ristrutturazioni o ricapitalizzazioni delle aziende.
Lo Stato controlla inoltre diversi settori ritenuti “strategici”: industria petrolifera, gas, settore bancario, dove gli investitori privati possono detenere solo quote di minoranza.
Il presidente Karimov vuole dare nuovo impulso al programma delle privatizzazioni, a cui è stata data, fino ad oggi, una importanza limitata. L’economia, infatti, è ancora dominata dallo Stato e gli Investimenti Diretti Esteri (IDE) per quanto rilevanti sono inferiori alle reali possibilità del mercato.
La NBU (National Bank of Uzbekistan), il cui patrimonio nel primo semestre 2010 era di circa 3,5 Mld $ è l’istituto attraverso il quale le autorità indirizzano la maggior parte dei prestiti esteri verso le società a proprietà statale o loro connesse. Comunque, nonostante gli accresciuti introiti e la situazione privilegiata goduta, l’obiettivo di privatizzazione parziale della NBU attraverso investitori esteri non si è concretizzato.
Una situazione simile riguarda anche l’Asaka Bank, la seconda banca uzbeka, in comproprietà tra Ministero delle Finanze, Fondo per la Ricostruzione e lo Sviluppo (FRD) e il gruppo automobilistico statale Uzavtosanoat. Inizialmente, l’Asaka Bank è stata creata per fornire fondi al comparto automobilistico e concedere prestiti a basso costo agli eventuali acquirenti di autoveicoli, ma in seguito, con un governo che possiede la maggior parte di questo settore, la stessa è diventata uno strumento finanziario dello Stato piuttosto che un intermediario finanziario autonomo.

 

Minimal size of foreign stake in joint stock companies set in Uzbekistan

The Government of Uzbekistan set the minimal size of foreign share on the joint stock companies.

The Cabinet of Ministers issues a resolution “On additional measures on attraction of forging investors in joint stock companies” on 21 December 2015.

According to the document, share of foreign investors in joint stock companies should make up at least 15%.

The resolution underlined joint stock companies, which has no foreign investors in the charter capital at the size of at least 15%, should comply with the terms of the resolution by 1 July 2016.

The document said that enterprises, working in production and processing of primary strategic raw materials, natural monopolies and suppliers of socially important goods and services on regulated prices are exceptions.

The joint stock companies, which do not comply with the terms of the resolution, should be reorganized into other organizational forms and will lose tax preferences.

The joint stock companies, share of foreign investors in which makes up from 15 to 33%, will receive tax holidays on income of legal entities, property, accomplishment and development of social infrastructure, single tax payment, mandatory payments to Republican Road Fund.

Foreign investors, possessing share in joint stock companies, are exempted from payment of taxes for received dividends till 1 January 2020.

Joint stock companies with foreign investments are exempt from state fees in applying to the courts with a claim for violation of their rights and legitimate interests with their subsequent recovery from the convicted in line with the relevant court decision.

(Source: UzDaily.com)