La crescita del PIL nel 2014 è prevista ancor sostenuta anche se leggermente inferiore rispetto all’anno prima. Dovrebbe collocarsi a circa il 6,5 per cento. Tale stima prende in considerazione una serie di rischi al ribasso. Tra di essi una previsione di debole crescita di altre economie avanzate e in via di sviluppo. In particolare la possibile crescita zero in Russia, il principale partner commerciale dell’Uzbekistan, influenzerà negativamente le esportazioni ed i flussi di rimesse.

Nonostante il calo delle esportazioni e degli afflussi di rimesse dalla Russia e la tendenza al calo dei prezzi delle materie prime principali, verificatasi nella seconda metà del 2014, lo scenario di base si mantiene positivo perché il governo sta adottando misure per sostenere consumi, investimenti, esportazioni, e quindi favorire la crescita.

Queste includono il proseguimento del programma di investimenti, ulteriori esportazioni di oro, un aumento delle esportazioni di gas e prodotti alimentari verso la Cina, aumenti di salari, pensioni e prestazioni sociali pari al 20 per cento nominale entro la fine del 2014, disponibilità di credito aggiuntivo per le piccole imprese, una riduzione delle accise sulle importazioni di prodotti alimentari e miglioramenti nel clima degli investimenti.

Gli obiettivi e le priorità politiche del paese sono: aumentare l’efficienza delle infrastrutture, in particolare dell’energia, dei trasporti, e dell’irrigazione; migliorare la competitività di specifici settori, come la trasformazione dei prodotti agricoli, il settore petrolchimico e quello tessile; diversificare l’economia e quindi ridurre la sua dipendenza dalle esportazioni di materie prime; migliorare l’accesso e la qualità di istruzione, sanità e altri servizi sociali.

Considerando i piani del governo di finanziare fino a due terzi del loro programma di investimenti con fonti esterne, compresi i prestiti, il debito estero dovrebbe aumentare gradualmente

Secondo il rapporto del Ministero del Lavoro e della previdenza sociale, Uzbekistan prevede di creare 987.500 posti di lavoro nel 2015, di cui una parte significativa nelle regioni periferiche del paese.

Nel medio termine, la World Bank considera necessarie riforme strutturali atte a sostenere l’alto tasso di crescita. Il Governo ha l’obiettivo di far diventare l’Uzbekistan un paese industrializzato a medio-alto reddito verso il 2050, sta pertanto perseguendo una graduale transizione ad un’economia orientata al mercato. Allo stesso tempo intende perseguire una distribuzione equa della crescita tra le regioni e garantire il mantenimento di adeguati servizi sociali. Riforme mirate sono state messe in atto per incoraggiare gli investitori ad utilizzare tecnologie moderne per incrementare la produttività.

Il governo dell’Uzbekistan sta elaborando il Piano Vision 2030, con l’aiuto della World Bank, in cui si definiranno le riforme che potrebbero essere necessarie. Nel maggio del 2014, una relazione di sintesi è stata consegnata al governo, come input della Banca, per la preparazione della Vision 2030.