L’Uzbekistan si pone tra i più importanti Paesi al mondo sia per quanto concerne la produzione e le riserve di gas naturale sia per quanto riguarda le risorse di uranio. La produzione di gas naturale si aggira annualmente intorno ai 67 miliardi di metri cubi. Si stima che l’Uzbekistan esporti 16 miliardi di metri cubi di gas naturale all’anno, principalmente verso la Federazione Russa, ma anche verso la Cina, con riserve che nel 2008 sono state stimate a 1.870 miliardi mc.

Per quanto riguarda le esportazioni verso la Russia, l’Uzbekistan ha attualmente ottenuto condizioni di prezzo simili a quelle che GAZPROM pratica nei mercati europei.

Il programma in corso di esplorazione strategica, fino al 2020, della Uzbekneftegaz interessa principalmente i giacimenti di gas dell’altopiano di Ustyurt, regione ubicata nel nord-ovest del paese tra il Lago Aral ed il Mar Caspio.

Oltre ad accordi sottoscritti con le principali società russe, come Gazprom e Lukoil, operanti nello specifico settore, accordi per l’esplorazione e l’eventuale sfruttamento di giacimenti gassosi sono stati anche sottoscritti, con compagnie cinesi, sud-coreane, malesi e di altri paesi.

Le autorità uzbeke hanno deciso, già in un vertice internazionale tenutosi a Maggio 2009, di non firmare intese per la realizzazione di collegamenti energetici con l’Unione Europea, mentre altri paesi si sono accordati per fornire sostegno politico, tecnico e finanziario al progetto del “Corridoio Meridionale”, destinato a trasportare gas naturale dal Mar Caspio all’Europa, evitando il territorio russo.

L’Uzbekistan con il Turkmenistan ed il Kazakistan, non hanno voluto aderire per mantenere buoni rapporti con la Russia. Del resto il Corridoio Meridionale, rappresentato essenzialmente dal progetto Nabucco, non si è concretato sia per la dubbia validità commerciale sia per la riduzione dei consumi che si sono andati manifestando sui mercati europei e questo progetto è stato parzialmente sostituto dal gasdotto Trans-Anatolia Pipeline Gas (Tanap), che porterà il gas dal Mar Caspio, Azerbaijan, attraverso la Turchia e poi dalla Grecia all’Italia.

L’Uzbekistan possiede anche riserve di petrolio (circa 600 milioni di barili), ma insufficienti per ora a coprire il mercato interno. Oltre a contratti in essere con le più importanti società russe del settore, accordi per attività di prospezione e messa a profitto di giacimenti d’idrocarburi liquidi risultano sottoscritti anche con altre società.

Tra le più importanti risorse naturali del Paese vi è l’uranio. Sono previsti investimenti (circa 165 milioni di USD) per incrementarne la produzione e l’esportazione. Secondo fonti indipendenti, l’Uzbekistan possiede depositi di uranio stimati in 116.000 tonnellate, equivalenti al 2% delle riserve mondiali. I dati governativi uzbeki quantificano invece le riserve di uranio in 185.800 tonnellate.

L`estrazione dell`oro rappresenta, insieme a gas e uranio, una delle molteplici risorse del Paese, con un ruolo preponderante per quanto riguarda le esportazioni. L`Uzbekistan è infatti il nono produttore mondiale di oro e le sue riserve (la più importante è quella del Muruntau, nella regione del Navoi) sono situate al quarto posto tra i principali giacimenti mondiali. La produzione di oro annuale del Paese è stata stimata oltre le 80 tonnellate. Il maggiore produttore è la Zarafshan-Newmont, una joint venture tra la statale Navoi Integrated Mining and Metals Combine (NMMK) e la statunitense Newmont Mining.

L’Uzbekistan, nonostante le autorità rilascino pochi dati attinenti allo specifico settore, è stimato che possieda riserve di oro, ammontanti a oltre 3.500 tonnellate (2 mila quelle provate), dato che posizionerebbe il Paese al sesto posto mondiale. La produzione annuale è di circa 85 tonnellate, equivalente a circa il 3% della produzione mondiale, e colloca l’Uzbekistan tra i principali dieci Paesi produttori mondiali.